La storia di Tigliole:


Tigliole, tra i comuni della provincia di Asti, risulta essere un territorio particolarmente denso di nuclei insediativi. Un terzo circa della popolazione risiede in tre centri principali(concentrico, San Carlo e Pratomorone), mentre il 50% circa risiede in altri 22 nuclei diffusi sul vasto territorio e il restante 15% circa risiede in case sparse.
Il luogo di Teliolas è attestato a partire dal 974 tra i possedimenti donati al vescovo di Asti per diploma imperiale.
Il toponimo storico corrisponde oggi al luogo di Tigliolette un rilievo che sorge ai confini con Asti e con Celle Enomondo. Tale insediamento fu denominato Tegloles inferiores per distinguerlo da Tegloles Superiores , nucleo abitativo sviluppatosi più a monte e centro dell'attuale paese.
Questa seconda località appare per la prima volta nel 1041 in un elenco dei beni posseduti direttamente dalla chiesa e quindi dipendente dal vescovo di Pavia. Le due comunità ebbero storie diverse fin verso il 1500, quando con la decadenza e l'abbandono di Tegloles inferiores, i territori vennero unificati e rimase solo un nome che con modifiche successive divenne, per l'appunto, Tigliole.
Tra le prime infeudazioni del borgo appaiono nel XIII secolo quelle ai Solaro, investiti dal Vescovo di Pavia. Dal 1340 al 1353 il dominio passa a Luchino Visconti, per poi ritornare ai Solaro. Nel 1422, per non aver assolto agli obblighi feudali nei confronti del Vescovo di Pavia, i Solaro vengono dichiarati decaduti. Nel 1424 il Vescovo passa il feudo ai Signori di Montafia. Nel XVI secolo nasce una lunga controversia tra il Vescovo di Asti e quello di Pavia per i possedimenti di Tigliole. Nel 1577 l'ultimo conte di Montafia muore senza lasciare eredi maschi ed il Papa sequestra il feudo e ne assegna l'amministrazione ad un governatore, un abate. Da quel momento l'intero territorio di Tigliole diviene diretto possesso del Papa, retto da un governatore abate. Gli abati che si sono succeduti nei secoli hanno sempre difeso con fermezza l'autorità papale.
Nel 1741 Carlo Emanuele III di Savoia ottiene dal Papa il vicariato su Tigliole. Con l'avvento del successore, Vittorio Amedeo III, tutti i privilegi fino ad allora goduti dalla comunità vengono a cessare; anche i tigliolesi vengono assoggettati agli obblighi di tutti gli altri sudditi. Con i Savoia il feudo passa ai Marchesi di Ormea, poi ai Conti di Andezzeno, quindi ai Tapparelli.
Da questo momento fino alla caduta dell'antico regime in Piemonte, la comunità di Tigliole si mantenne fino alla caduta del regime stesso (1798).
Al termine della parentesi napoleonica Tigliole, nel 1814, tornò a far parte della costituita provincia di Asti, che risultò dopo poco assegnata a circondario amministrativo della provincia di Alessandria.
Lo stesso circondario di Asti venne aggregato a quello di Alessandria nel 1927 e poi staccato dal circondario di Alessandria e aggregato alla nuova provincia di Asti fondata nel 1935.
Si può notare come la dipendenza di Tigliole dalla diocesi di Pavia e poi dalla corte papale, isolò in un certo senso le vicende di Tigliole da quelle del resto dell'astigiano. Tale situazione favorì nel tempo lo sviluppo di un'assertiva vita politica incentrata sulle istituzioni locali e sui contatti a largo raggio di tipo economico e commerciale.