CHIESA PARROCCHIALE DI SAN LORENZO e SAN GIOVANNI BATTISTA:

  • Data di costruzione: 1640 – 1646
  • Architetto Filippo Malabaila
  • Affreschi del prof. Paolo Gaidano
  • Decorazioni Prof. Pasquale Niccoli

Il campanile fu innalzato di 10 mt. Dalla ditta Bussolino nel 1950 raggiungendo un’altezza di 50 mt. Ed è dotato di 5 campane in mibemolle. La facciata fu terminata e abbellita nel 1970 dall’architetto Don Alessandro Quaglia.
L’organo a 1476 canne della ditta Edoardo Rossi di Milano.

Sono degni di nota:

  1. L’altare maggiore e la balaustra in marmo policromo;
  2. I due altari laterali che risalgono al 1763 firmati Solaro;
  3. Le due tavole sopra i suddetti altari: quella del S. Rosario della scuola del Moncalvo e l’altra del “Suffragio” è un lavoro romano;
  4. Il grande quadro della Natività che presenta nella cornice piccoli riquadri raffiguranti i misteri gaudiosi;
  5. Due palliotti del 1682 e 1683;
  6. La statua dell’Hecce Homo;
  7. Il grande crocifisso sopra l’altare del 1690.


CHIESA CONFRATENITA dei DISCIPLINANTI:

La Confraternita dei Disciplinanti è ubicata a circa 100 metri di distanza a ovest della parrocchiale. La costruzione attuale - adattata a sede di un istituto bancario - risale al 1858. Con lettera del parroco di Tigliole datata 15/04/1957 si chiede infatti al vescovo di Asti l'autorizzazione a vendere alla Cassa di Risparmio di Asti la Chiesa della Confraternita del SS. Crocefisso, permesso che fu accordato. SI ha motivo di credere che la primigenia costruzione fosse anteriore al 1500. Vi è un documento del 1645 reperito nell'archivio della Curia Vescovile di Pavia, nel quale la Comunità di Tigliole, oltre a chiedere al vescovo il consenso ad erigere una nuova chiesa parrocchiale, propone anche di lasciare la vecchia parrocchiale alla Congregazione dei Disciplinanti in luogo del loro oratorio che essi sono disposti a vendere e abbattere. L'orientamento dell'edificio, in un primo tempo a ponente, si presenta ora a levante; un campaniletto completa il complesso, ergendosi sul lato sud. Una colonne del preesistente edificio è stata conservata all'interno, inglobata nell'attuale sistemazione.


CHIESA ROMANICA di SAN LORENZO:

Sorta nel villaggio si Teglole superiores il cui castrum dipendeva anticamente dal vescovo di Pavia, la sua origine risale all'XI-XII secolo. Aveva funzioni parrocchiale e di cimitero annesso. Chiesa e sito compaiono nei catasti nel 1507. Lo sviluppo del concentrico di Tigliole ha finito per isolare l'edificio di culto, oggi immerso nell'aperta campagna a circa 1 Km a est del centro abitato. E' una chiesa romanica, a pianta rettangolare appartenente al gruppo caratteristico delle chiese "del Monferrato", come conferma la muratura originale dell'abside, con la tipica tessitura bicromatica. L'abside semicircolare è ruotata di alcuni gradi rispetto all'asse dell'aula, per simboleggiare la testa reclinata del Cristo sulla croce. La facciata è in mattoni a vista, mentre l'abside conserva la divisione in tre parti di diversi colori. L'interno, ad un'unica navata, ha le pareti intonacate a parzialmente in mattoni a vista. Il pavimento è in cotto. Dopo gli accurati resauri avviati nel 1982, l'edificio è tornato all'antico splendore. Oggi ospita rassegne e manifestazioni culturali.

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CHIESA di SAN CARLO :

Bella chiesa e ben tenuta; dotata di una sola navata, con pitture e decorazioni del pittore Musso (1912) e rinfrescata dal Prof. Fraddi nel 1977.
Il suo campanile, alto 20,50 mt, fu costruito dal capomastro Torchio Eugenio.
La chiesa è fornita di porticato laterale e grandioso piazzale sul davanti, nonché della casa utilizzata dal cappellano fino al 1950.


CHIESA di PRATOMORONE

La chiesa parrocchiale di Pratomorone, intitolata a S. Maria, ha origine verso la metà del 1700; tale costruzione fu allungata di un terzo nel 1882 e nel 1895 fu costruito il campanile. La chiesa si presentava con una navata centrale principale ed una laterale sinistra più piccola; un altare maggiore con un coro semicircolare e due altari situati nella navata laterale dedicati a S. Secondo e a S. Giuseppe. Esistevano inoltre quadri, pitture e statue e vi erano banchi e sedie separati per uomini e donne. La gestione della chiesa era tenuta da un Rettore che si occupava di utilizzare, a favore della stessa, il denaro delle questue e di custodirne le chiavi.

I denari e le carte valori venivano custoditi in una cassa le cui chiavi venivano tenute dal Rettore e dal vice-Rettore; il Rettore veniva nominato ogni anno e alla scadenza del mandato rendeva conto della sua gestione al nuovo eletto. La messa veniva celebrata nei giorni festivi da un cappellano che doveva inoltre fare il catechismo ai ragazzi, assistere gli infermi, “accompagnare il cadavere degli adulti per tutto il tempo del canto del Miserere” fino al cimitero di Tigliole (il cimitero di Pratomorone verrà costruito solo più tardi, negli anni '50).

Nel 1944 divenne Cappellano di Pratomorone D. Serafino Sacchetto. Da anni si sentiva la necessità di erigere la Cappellania della borgata in Parrocchia. Finalmente il 5 febbraio 1950 i Capi famiglia accolsero la proposta con unanime consenso, consci che l'opera era necessaria per il bene spirituale, morale e materiale della popolazione. Il Vescovo di Asti Mons. Umberto Rossi approvò l'iniziativa. Fu costituito un comitato per la raccolta dei fondi necessari; la somma richiesta dallo Stato per i benefici delle nuove Parrocchie era infatti di un milione di Lire. Fu quindi richiesto alla popolazione di contribuire e numerose furono le elargizioni fatte.

Nel Marzo 1950 la nuova Parrocchia, intitolata al "Nome di Maria", fu ufficialmente riconosciuta dal Vescovo, che aveva convalidato i motivi per cui era stata avanzata la richiesta di erezione della Parrocchia: distanza di oltre 4 km dalla Chiesa del capoluogo Tigliole, numero della popolazione, che superava i 700 abitanti, approvazione del Parroco di Tigliole e dei Capi famiglia di Pratomorone.

Al Parroco, D. Sacchetto, fu dato il titolo di “Arciprete” e per abitazione gli fu data la casa adiacente alla Chiesa che fino ad allora era servita come abitazione del Cappellano. Il parroco doveva compiere quanto prescritto dal Diritto Canonico circa l'amministrazione dei Sacramenti, l'istruzione religiosa e la celebrazione della Messa. Furono descritti i confini territoriali della nuova Parrocchia, e precisamente: a sud il confine coincide con quelli dei comuni di Asti e S. Damiano; dal rio Rossanino sul confine del territorio di S. Damiano, il confine della Parrocchia sale sulla carreggiata privata fino al crocicchio stradale denominato Dandan; segue la strada comunale Pradonio, a nord-ovest, fino all'inizio del rio omonimo; prosegue con lo stesso rio per raggiungere un sentiero e poi la strada comunale Ciri a 60 m. circa dalla “cascina Tortellina”; segue questa strada fino al bivio con la strada comunale Tigliole-Pratomorone; a nord, infine, tenendo questa strada, arriva all'inizio del rio Reali, che si segue fino al suo sbocco nel torrente Triversa, che costituisce l'ultima parte del confine, ad est, fino al territorio di Asti.

Per poter rendere più funzionale la chiesa in modo che potesse contenere un maggior numero di fedeli, nell'anno 1960 fu demolita (eccetto il campanile, che è rimasto quello originale) e ricostruita come si presenta attualmente. Essa e' costituita da una sola navata con 4 file di banchi, un altare centrale con una rappresentazione della Crocifissione dipinta nell'abside e un dipinto dell'Annunciazione nell'arco sovrastante l'abside, due altari laterali dedicati alla Sacra Famiglia e a S. Giovanni Bosco. Le pitture furono eseguite dal pittore Dalle Ceste e le decorazioni dal decoratore Freddi.